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Il Centro Studi Militari Aeronautici Giulio Douhet ha un proprio sito web consultabile all'indirizzo: www.cesmaweb.org.
Il problema dell'impiego del mezzo aereo viene oggi a porsi in modi rinnovati e fortemente attuali anche per il nostro Paese. Mentre da un lato il mutato quadro geo-politico internazionale ha indotto a compiere un significativo salto culturale passando dalla concezione della sicurezza e della difesa limitata ai confini politici dello Stato a quella più ampia della sicurezza internazionale e della difesa dei diritti dell'uomo ovunque siano messi in discussione, dall'altro appare a tutti ben chiara, e fonte di preoccupazione, la vulnerabilità della nostra società alla minaccia terroristica in tutti i settori del vivere civile.Tale mutata concezione ha già portato la comunità internazionale, nel recente passato, a numerosi interventi internazionali in molte aree di crisi nel mondo. Nuovo impulso ha assunto anche la revisione dei concetti dottrinari che hanno da sempre caratterizzato la dottrina della Difesa aerea alla luce dei drammatici eventi dell'11 settembre. Appare ormai evidente l'importanza, molto spesso decisiva, dell'impiego del mezzo aereo, nelle sue varie componenti pilotate o non, in tutte le situazioni, da quelle puramente umanitarie a quelle di "peace-enforcing".Il Centro Studi Militari Aeronautici "Giulio Douhet" (CESMA) vuole offrire un'autorevole sede perchè il dibattito sulle tematiche di sicurezza e sul conseguente uso dello strumento aereo, che si dipana tra i due estremi sopra citati, acquisti un appropriato livello di qualità. Esso si propone, infatti, lo scopo di sviluppare, con un'ottica sia nazionale che internazionale, un maggior approfondimento dell'argomento, nei suoi aspetti diplomatico-giuridici, dottrinari, tecnologici ed economici, coinvolgendo, sul piano generale e personale, esperti, accademici, dirigenti di settore nonchè analoghe Istituzioni e Centri di Studi e ricerche sia italiani sia stranieri. Non sfugge la valenza di una simile iniziativa ove si consideri che in tal modo l'Associazione Arma Aeronautica può fornire non solo un qualificato contributo di pensiero a livello Stato Maggiore, là dove nascono le decisioni, o a livello dei Comandi operativi, là dove esse vengono messe in esecuzione, ma anche diffondere nella coscienza dei cittadini, attraverso i Soci e le sue pubblicazioni, una chiara percezione dell'importanza della componente aeronautica e, soprattutto, per diffondere nel Paese una cultura di sicurezza e difesa fino ad ora oggetto di discussione soltanto in limitati ambienti qualificati.L'ambiziosità di tale progetto fa sì che esso possa trovare una felice realizzazione solo attraverso uno sforzo sinergico tra Associazione, Forza Armata, Industria aerospaziale, giornalisti e cultori della materia.
GIULIO DOUHET
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Giulio Douhet, nato a Caserta il 30 maggio del 1869, cominciò la sua carriera come ufficiale di artiglieria nell'Esercito Italiano. Agli inizi del secolo XX si accorse subito dell'impatto del potere aereo sulla strategia militare.Egli fu uno dei tre antesignani - insieme al Gen. William (Billy) Mitchell, degli Stati Uniti, ed all'Air Marshal Sir Hugh M Trenchard, del Regno Unito - che tra il 1915 ed il 1925 formularono un nuovo e fondamentale corpo di pensiero sulla funzione del potere aereo in guerra. Douhet sosteneva che l'aeronautica sarebbe stata l'arma dominante nelle future guerre e che, pertanto, non dovesse essere considerata come corpo di supporto all'Esercito ed alla Marina, ma che dovesse essere un'arma a se stante, pari alle altre due.Secondo le teorie militari del tempo lo scopo di una guerra era la vittoria in battaglia e che l'obiettivo di ogni forza militare era di sconfiggere il nemico che si aveva di fronte, sul campo. Secondo il Douhet, l'obiettivo di una guerra era di distruggere la volontà e le capacità della nazione nemica e di imporle il proprio volere. Per ottenere tale obiettivo finale, nei conflitti futuri l'Esercito e la Marina non avrebbero potuto esercitare un ruolo decisivo. Le forze nemiche schierate sul campo costituivano una barriera a protezione della vulnerabile struttura civile di supporto. Con l'introduzione dell'aereo tale barriera poteva essere superata riuscendo così a colpire le popolazioni, le industrie e l'economia del nemico. Occorreva, pertanto, avere una forte aeronautica per poter conquistare il dominio dei cieli e distruggere quindi le capacità nemiche, mentre l'Esercito e la Marina avevano ormai soltanto un ruolo difensivo.Nel 1915, durante la I Guerra Mondiale, Giulio Douhet sostenne con forza, ma senza successo, la necessità che l'Italia si dotasse di una flotta di bombardieri Caproni al fine di distruggere le aree vitali dell'Austria. Imprigionato per un anno (1916-1917) per aver criticato i suoi superiori, venne successivamente "vendicato" dalla disfatta di Caporetto che confermava quanto da lui sostenuto. Liberato, fu nominato direttore del servizio tecnico aereo. Douhet fu collocato in congedo nel 1918 con il grado di Tenente Colonnello. Nel 1921 gli venne dato il grado di Maggior Generale. Morì a Roma il 14 febbraio del 1930. Tra i suoi scritti di strategia da segnalare il famoso libro "Il Dominio dell'Aria", pubblicato nel 1921 e studiato da tutte le aeronautiche militari del mondo.