Il Velivolo della settimana

Panavia 200 Tornado IDS/IT-ECR

 

Noto come Panavia Tornado, Panavia PA-200 Tornado, Panavia A-200A (nomenclatura aeronautica) e Tornado MRCA - Multi Role Combat Aircraft, il primo progetto di questo velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ala a geometria variabile e capacità ognitempo nasce alla fine degli anni ’60 con la necessità di trovare un sostituto del leggendario Lockheed F-104 Starfighter. Poiché le flotte aeree di Italia, Regno Unito, Germania Ovest, Canada, Belgio e Paesi Bassi necessitavano di un aggiornamento, si decise di realizzare un aereo che potesse assolvere da solo a compiti finora svolti da velivoli diversi: missioni di attacco al suolo, ricognizione, difesa aerea e antinave. Il progetto finale venne attuato soltanto dall’Italia, Germania e UK mediante la multinazionale Panavia Aircraft, composta da British Aerospace, la tedesca MBB e l’italiana Fiat Velivoli, poi Alenia Aermacchi.

 

Con primo volo nel 1974, il Tornado venne acquisito dall’Aeronautica Militare, dalla Royal Air Force, dalla Lutwaffe e dall’Al-Quwwat al-Jawwiyya al-Sa'udiyya dell’Arabia Saudita. Di questo caccia multiruolo, prodotto fino al 1998 e ancora in servizio, sono stati costruiti 1.001 esemplari, contando anche le sue tre varianti principali: la standard IDS (Interdiction and Strike – nomenclatura aeronautica EA-200C) per l'attacco al suolo come cacciabombardiere e ricognitore, l'ECR IT-ECR (Electronic Combat/ Reconnaissance – nomenclatura aeronautica EA-200B) specializzato nella guerra elettronica con la soppressione delle difese aeree mediante missili aria-superficie AGM-88 HARM e infine la variante ADV (Air Defence Variant) intercettore per la difesa aerea con missili aria-aria AIM-120 AMRAAM.

 

Cacciabombardiere supersonico a bassa quota, può atterrare e decollare in brevi distanze: dotato di inversori di spinta, le sue ali a geometria variabile e pieghevoli permettono di accrescerne la velocità, ridurre la resistenza aerodinamica o aumentarne la portanza, a seconda delle necessità. Utilizza il motore a reazione turboventola Turbo-Union RB199, ha un radar incorporato per navigazione e attacco ed è dotato di sistemi d’arma all’avanguardia: può trasportare tutte le armi presenti nell’inventario NATO, comprese le bombe a grappolo o nucleari, oltre ai missili aria-aria AIM-9 Sidewinder, AIM-132 ASRAAM. Viene impiegato principalmente nelle “operazioni di risposta alle crisi”, intervenendo nelle fasi più virulente di un conflitto militare per attivare il processo di progressiva stabilizzazione, svolgendo un’azione di deterrenza e garantendo dal cielo la sicurezza delle forze di superficie.

 

Dopo il volo di un primo prototipo nel 1975, l’Aeronautica Militare italiana ha acquisito i Tornado tra la fine del 1981 e l’inizio del 1982. Nel 1991, otto Tornado IDS A.M. han partecipato all’Operazione Locusta del contingente italiano della Coalizione impegnata nella Guerra del Golfo, volando da Gioia del Colle alla base di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Nel 1999 l’Italia ha nuovamente utilizzato i Tornado durante la Guerra del Kosovo, per abbattere radar e difese antiaeree jugoslave, mentre nel 2011 li ha impiegati nella Guerra in Libia con l’operazione Unified Protector per far rispettare la no-fly zone. I Tornado italiani sono impiegati dal 6° Stormo dell’Aeronautica Militare.

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Tornado 6
Tornado 5
Tornado 4
Tornado 2 Operazione Locusta
Tornado 1 Operazione Locusta
Tornado 3 Operazione Locusta