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A.A.A. - Aviatori d’Italia Sezione di Melfi ricorda l’eroico aviatore potentino Nicola Stigliani

a cura del Primo Luogotenente (ca) Michele Candeloro,

Socio A.A.A. - Aviatori d’Italia, Presidenza regionale Puglia - Basilicata


Sabato 11 novembre, a sessantadue anni dal suo sacrificio (11 novembre 1961 - 11novembre 2023), con una semplice ma sentita cerimonia è stato commemorato a Potenza il Sergente Maggiore Montatore Nicola Stigliani, decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, vittima dell’eccidio dei 13 aviatori italiani facenti parte del contingente dell'Operazione delle Nazioni Unite in Congo che, l’11 novembre 1961 a Kindu, attuale Repubblica Democratica del Congo, persero la vita nell’adempimento del proprio dovere. I tredici militari italiani formavano gli equipaggi dei due C-119 Lyra 5 e Lupo 33, bimotori da trasporto della 46^ Aerobrigata.


L’evento è stato organizzato dalla Sezione A.A.A. - Aviatori d’Italia di Melfi (PZ) intitolata al “Maggiore Pilota Angelo Morano”, con la collaborazione della Sezione di Potenza, dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR) e il coordinamento delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma potentine.


Un corteo, che si è mosso dal Piazzale antistante il Cimitero monumentale di Borgo San Rocco di Potenza, ha raggiunto la Chiesa cimiteriale dove, il Cappellano militare, Don Giovanni Caggianese, ha officiato la Santa Messa in suffragio dell’eroico aviatore, al termine della quale il Primo Aviere (ca) Luigi Lorusso, Presidente della Sezione di Melfi, ha recitato la Preghiera dell’Aviatore.


Don Giovanni Caggianese nel corso dell’omelia e il Presidente dell’ANCR, al termine della funzione religiosa, hanno evidenziato come sia importante ricordare, con queste iniziative, le gesta compiute da chi, come il Serg. Magg. Stigliani, e i componenti degli equipaggi dei due C-119 “Lyra 5” e “Lupo 33”, in maniera drammaticamente violenta, hanno sacrificato il bene supremo della vita nell’assolvimento del proprio dovere per la propria Patria, affinché questi uomini valorosi non siano mai dimenticati e continuino a rappresentare un esempio, oltre che per i militari dei nostri giorni, anche per le nuove generazioni.


È seguito l’intervento del Presidente Lorusso che, con un appassionato e commosso ricordo, ha sottolineato la figura del Serg. Magg. Stigliani, ricordandone ed evidenziandone le sue doti militari, la passione, l’altruismo e lo spirito di sacrificio. Ha inoltre sottolineato la solennità dell’evento e l’importanza di tenere sempre viva la memoria storica dei Caduti nell’assolvimento del servizio a difesa della Patria, auspicando che la memoria dell’eroico aviatore potentino possa servire da stimolo ed esempio alle nuove generazioni, perché i valori che lo hanno ispirato nella sua vita sono ancora oggi quanto mai importanti ed attuali.


La cerimonia è proseguita con la benedizione a cura di Cappellano militare e la deposizione di un omaggio floreale alla lapide che ricorda il Serg. Magg. Stigliani, le cui spoglie mortali dal 2016 riposano nel Sacrario della 46^ Brigata Aerea di Pisa.


Alla commemorazione, oltre alle autorità civili, militari e religiose, sono intervenute numerose Associazioni Combattentistiche e d’Arma potentine con le rispettive rappresentanze con al seguito i propri Labari e Vessilli.


In rappresentanza del Sindaco di Potenza, Mario Guarente, ha presenziato alla cerimonia il Vice Sindaco, Avvocato Michele Napoli che, a margine della celebrazione, ha voluto ringraziare pubblicamente il Presidente Lorusso, in segno di gratitudine per l’impegno e la disponibilità dimostrate nell’organizzazione dell’importante cerimonia di Commemorazione del Serg. Magg. Stigliani.


Presenti anche i nipoti del decorato, (detentori della Medaglia d’Oro), che per l’occasione è stata esposta nel corso della cerimonia religiosa. La solennità della cerimonia ha suscitato momenti di autentica commozione tra i presenti, facendo fremere i cuori ed inumidire gli occhi.


Motivazione della concessione della M.O.V.M.

Membro dell’equipaggio di un velivolo impegnato in una missione di trasporto aereo nel quadro della partecipazione italiana all’intervento di intermediazione delle Forze dell’ONU nell’Ex-Congo consapevole dei pericoli cui andava incontro, ma fiducioso nei simboli dell’Organismo internazionale e convinto della necessità di anteporre la costruzione della nascente Nazione all’incolumità personale sopraffatto da un’orda di soldati sfuggiti al controllo delle forze regolari percosso gravemente sotto la minaccia delle armi pur protestando la nazionalità italiana e la neutralità delle parti, preso in ostaggio, veniva fatto oggetto di continue nuove violenze e barbaramente trucidato, offrendo la propria vita per la pacificazione dei popoli e destando vivissima commozione nel mondo intero. Luminoso esempio di estrema abnegazione e di silenzioso coraggio fino al martirio.”

Kindu, 11 novembre 1961


L‘Eccidio di Kindu

La mattina dell’11 novembre 1961 due C-119 di Pisa decollarono da Kamina, in Congo, per rifornire la locale guarnigione di caschi blu malesi di stanza a Kindu. Dopo aver scaricato il materiale, tra cui due piccoli mezzi blindati Ferret dell’Onu, i due equipaggi si recarono presso la mensa Onu situata a circa un chilometro dall’aeroporto. Verso le 16,30, mentre stavano ancora pranzando, fecero irruzione nella mensa una ottantina di ribelli dell’Armata Nazionale Congolese seguaci del colonnello Pakassa che, dopo aver immobilizzato il personale malese di guardia, picchiarono e trascinarono i 13 italiani nella prigione della città. Testimoni riferirono che già in quel frangente uno degli aviatori fosse stato abbattuto per la sua reazione. Rinchiusi in uno stanzone del carcere, poche ore dopo venivano trucidati selvaggiamente a raffiche di mitra.


I componenti dei due equipaggi vittime dell’eccidio furono:

– Maggiore Pilota Amedeo Parmeggiani;

– Sottotenente Pilota Onorio De Luca;

– Tenente Medico Francesco Paolo Remotti;

– Maresciallo Motorista Nazzareno Quadrumani;

– Sergente Marconista Francesco Paga;

– Sergente Maggiore Emb Martano Marcacci;

– Sergente Maggiore Silvestro Possenti;

– Capitano Pilota Giorgio Gonelli;

– Sottotenente Pilota Giulio Garbati;

– Maresciallo Motorista Filippo Di Giovanni;

– Sergente Marconista Antonio Mamone;

– Sergente Maggiore EMB Armando Fabi;

– Sergente Maggiore Nicola Stigliani.


Il Sacrario di Kindu

All’indomani dei tragici fatti di Kindu, fu avanzata una proposta, da parte dell’Associazione Famiglie Caduti e Mutilati dell’Aeronautica di Pisa, di una sottoscrizione pubblica per erigere un monumento in memoria dei Tredici Caduti. La proposta fu fatta propria dalla RAI-TV che assunse un’iniziativa a livello nazionale (“Catena della Fraternità”). Grazie a questa sottoscrizione, in breve tempo fu raggiunta la somma di 264 milioni di lire, ben superiore ai 50 milioni necessari per realizzare il Sacrario (la somma eccedente fu devoluta alle famiglie dei Caduti ed all’ Opera Nazionale Famiglie Aviatori (ONFA). Il progetto fu affidato all’architetto Giovanni Michelucci e fu inaugurato il 15 Marzo 1963 alla presenza del Presidente del Consiglio, On. Amintore Fanfani, del Ministro della Difesa, on. Giulio Andreotti, e dell’allora Capo dello Stato, sen. Gronchi.



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