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Il G-91 PAN rientra in Italia: il Presidente Nazionale A.A.A. Mainini all’inaugurazione a Volandia


Il FIAT G-91 torna “a casa”. Velivolo di grande valore storico e simbolico, un gioiello della storia aeronautica del nostro Paese, frutto della tecnologia del Made in Italy e progettato dalla Fiat Aviazione negli anni Cinquanta, il G-91 fu un cacciabombardiere ricognitore monomotore a getto ed ala a freccia. Impiegato dalla Lutwaffe in Germania e dall’Aeronautica Militare in Italia, operò in diversi reparti, tra cui il più noto nell’immaginario collettivo è la celebre Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori, per le quali ha “interpretato il ruolo” del Pony 10 dal 1964 al 1981, predecessore dell’attuale MB-339 PAN.


Ceduto al Museum of Flight di Seattle, in base ad accordi di collaborazione industriale tra Boeing e Aeritalia, dove venne esposto dagli anni ‘80 fino al 2021, riportato in Italia percorrendo via mare e via terra 9.000 km, pulito e lucidato dai volontari dell’Istituto Tecnico Maxwell di Milano, “sua maestà” il Fiat G-91 PAN MM 6244 è esposto dal 7 febbraio di quest’anno al Parco e Museo del Volo di Volandia a Somma Lombardo (Varese), tra gli storici padiglioni delle ex Officine Aeronautiche Caproni 1910 adiacenti all’Aeroporto di Milano-Malpensa, arricchendone la collezione museale e pronto per essere fruibile.


Sabato 30 aprile a Volandia si è svolta l’inaugurazione e il roll out del G-91, nella cornice di un convegno per celebrare la storia delle Frecce Tricolori. Presenti al taglio del nastro il presidente del Comitato Scientifico di Volandia Claudio Tovaglieri, il vicepresidente del Museo Luciano Azzimonti, il vicepresidente della provincia di Varese Alberto Barcaro ed il sindaco di Casorate Sempione Dimitri Cassani, insieme al Presidente Nazionale dell’Associazione Arma Aeronautica – Aviatori d’Italia, Generale di Squadra Aerea (c) Giulio Mainini. Nella conferenza “Le origini, il presente e il futuro” è intervenuto un ex pilota PAN, il Comandante Angelo Boscolo, già solista sul G-91, che ha raccontato la sua esperienza e l’emozione di aver ritrovato il “suo” velivolo proprio al Museo Volandia dove peraltro opera come volontario.


Il Presidente Nazionale dell’A.A.A. – Aviatori d’Italia, Gen. S.A. (c) Giulio Mainini, ha ripercorso i 60 anni di storia della PAN, ricordando la figura dell’artefice delle “Frecce”, il Generale di Brigata Aerea Mario Squarcina, il cui programma tracciato all’epoca resta, nelle sue linee essenziali, quello presentato oggi dalle Frecce Tricolori. Sono intervenuti poi come relatori il Col. Pil. Assenzio Gaddoni, Presidente del Circolo della PAN e autore del libro “Generale di Brigata Aerea Mario Squarcina, l’artefice delle Frecce Tricolori”, che ha ripercorso la vita e la carriera di questo grande protagonista della rinascita dell’Aeronautica Militare del secondo dopoguerra attraverso documenti ufficiali, testimonianze e ricordi; il Prof. Massimo Ferrari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, storico e giornalista aeronautico, che ha approfondito l’aspetto della nascita e dello sviluppo industriale, coadiuvato da piloti e collaudatori che han svelato le caratteristiche tecniche dei velivoli PAN; il Comandante Maurizio Guzzetti, anch’egli ex pilota PAN, che ha parlato dell’MB-339, velivolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale da oltre vent’anni; il Comandante Giacomo Iannelli, pilota collaudatore della Divisione Velivoli di Leonardo, che ha trattato gli approfondimenti tecnici; infine in chiusura degli interventi il Gen. S.A. (r) Gian Paolo Miniscalco, DG di Aeroclub d’Italia ed ex Comandante della PAN, che ha portato una testimonianza legata alla sua lunga esperienza in Aeronautica Militare.


Per il Presidente di Volandia, Marco Reguzzoni, l’acquisizione ed il rientro in Patria del G-91 PAN è il ritorno a casa di un gigante dei cieli, che costituisce il coronamento e la concretizzazione di un’operazione lunga e complessa partita da lontano, inserita in un percorso interamente dedicato all’Aeronautica Militare, di cui il prossimo anno si celebrerà il Centenario: a tal proposito, Reguzzoni ha esplicitamente citato il motto dell’Arma Azzurra, “Virtute Siderum Tenus(con valore verso le stelle) onorandolo e facendolo proprio!




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