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1° RMV e Comando Aeroporto Cameri, restaurato ed esposto lo storico mini-sommergibile ALISUB

Un altro raro e prestigioso pezzo di Storia sia civile che dell’Aeronautica Militare, il mini-sommergibile ALISUB, è stato restaurato e recuperato grazie alla lodevole ed esemplare collaborazione tra il Comando Aeroporto di Cameri ed il personale tecnico del 1° R.M.V. (Reparto Manutenzione Velivoli), in perfetta sinergia.


Dell’ALISUB, particolare scafo in dotazione agli Incursori dell’A.M. di Furbara negli anni ’70, sono stati prodotti pochissimi esemplari: trainato con un altro mezzo analogo leggero, il mini-sommergibile veniva usato per scandagliare i fondali marini, alla ricerca di velivoli inabissati. Le semplici modalità d’uso, guida e manutenzione ne fecero un mezzo utile e versatile anche per un impiego più ampio, da parte di altri enti dello Stato sia italiano che stranieri: l’ALISUB si mostrò particolarmente adatto alla ricerca, fotografia e recupero dei materiali di interesse archeologico depositati sul fondo dei nostri mari.


Ebbe un grandioso impatto storico e mediatico il suo utilizzo per l’esplorazione del relitto della corazzata austriaca Santo Stefano, affondata nel giugno del 1918 dai MAS italiani con al comando il celebre Capitano di Corvetta Luigi Rizzo: l’evento fu ripreso anche da RAI 1. Un altro sfruttamento straordinario dell’ALISUB avvenne nel 1978, allorché venne impiegato in Grecia presso Lepanto, per effettuare ricerche di reperti storici affondati a seguito della famosissima battaglia fra turchi e cristiani del 7 ottobre 1571.


Le ricerche storiche e documentali del Primo Luogotenente Walter Berardi, socio della sezione A.A.A. – Aviatori d’Italia di Gallarate, e del Primo Luogotenente Berardino Petrelli, curatori dell’area espositiva del Comando Aeroporto di Cameri, andranno a completare l’esposizione del prezioso scafo, che peraltro oggi è verosimilmente l’unico esistente, oltre a non essere più in dotazione perché sostituito da mezzi analoghi ma più moderni.


Il prototipo, progettato e costruito dal bottegaio fiorentino Luigi Bailo, venne esposto nel 1968 alla Mostra di Artigianato di Firenze e al Salone Nautico di Genova, riscuotendo molta curiosità sia tra i visitatori che tra gli esperti del settore al punto da essere definito come “unico al mondo”. Qualche anno dopo fu la volta di Mosca, con una mostra della Camera di Commercio italosovietica, dove l’artigiano espose insieme a ditte come Pirelli, Snia Viscosa, Technisub, Polimare ed altre. Amante del mare, Bailo effettuò con il suo ALISUB diverse traversate sottomarine, di cui varie targhe commemorative affisse in alcuni porti italiani ne serbano testimonianza: tra queste, una tra Portoferraio e Piombino nel 1969, 14 miglia a dieci metri di profondità in due ore e mezzo, e una da Giglio Porto a Porto Santo Stefano in poco meno di tre ore. L’inventore dell’ALISUB ebbe anche l’onore di fare amicizia con personaggi come Maiorca, Mayol e Cousteau, oltre che con i migliori sub italiani. Ed ora, grazie all’impegno del personale dell’Aeronautica Militare, è stato completato il restauro della sua invenzione, mezzo subacqueo per storiche spedizioni scientifiche e sportive, che sarà esposto a Cameri: nelle foto potrete confrontare “com’era” e “com’è diventato”, prima e dopo gli interventi restauratori del Comando Aeroporto e del 1° RMV.



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