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Sistemi UAS e C-UAS. Il 25 gennaio a Roma Conferenza del Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA)

a cura del Team Comunicazione

della Presidenza Nazionale A.A.A. - Aviatori d’Italia

 

Giovedì 25 gennaio 2024, presso la prestigiosa Sala Baracca della Casa dell’Aviatore a Roma, sarà tenuta la Conferenza con Tavola Rotonda “I Sistemi C-UAS e le opportunità di interoperabilità UAS - Analisi degli scenari futuri e le soluzioni per le Forze Armate italiane”, organizzata dal Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) con il patrocinio dell’Aeronautica Militare.


Il programma della Conferenza sarà annesso all’invito del Direttore del Centro Studi Aerospaziali, Generale di Squadra Aerea (r) Giovanni Fantuzzi, che sarà inoltrato nei prossimi giorni. La partecipazione all’evento prevede la registrazione individuale sul nostro sito web.

 

Abstract della Conferenza


“I Sistemi C-UAS e le opportunità di interoperabilità UAS - Analisi degli scenari futuri e le soluzioni per le Forze Armate italiane”


L’obiettivo dell’evento è di esaminare e proporre futuri concetti operativi riguardanti l’impiego dei sistemi UAS - Unmanned Aerial Systems e C-UAS Counter - Unmanned Aerial Systems nell’ambito di soluzioni complesse in contesti operativi nazionali ed internazionali attuali e futuri.


Le soluzioni UAS hanno consentito per anni di acquisire informazioni (Intelligence, Surveillance and Reconnaisance) per la preparazione di una missione e/o il monitoraggio del territorio e delle minacce in qualsiasi condizione di illuminazione e per estesi periodi, garantendo al tempo stesso la massima riduzione del rischio per gli operatori. Ma già oggi il conflitto in Ucraina, dal carattere altamente ibrido, evidenzia in maniera dirompente le potenzialità di tali sistemi quando vengono impiegati, anche con soluzioni artigianali, contro bersagli al suolo altamente paganti. Il rapido sviluppo tecnologico degli UAS guida, se considerati dal lato della difesa aerea, il corrispondente sviluppo dei sistemi C-UAS, che devono essere in grado di adattarsi velocemente ad una minaccia particolarmente mutevole.


Allo stesso tempo, i sistemi droni utilizzati in modo illecito, costituiscono un rischio apicale al giorno d'oggi, richiedendo soluzioni C-UAS anche molto diverse tra di loro per rilevare, mitigare o neutralizzare i droni ostili o “non cooperativi” che eseguono attività illegali. Le attività illecite sono molteplici come il contrabbando transfrontaliero, spionaggio elettronico e delle comunicazioni, terrorismo convenzionale ed ecologico, acquisizione di immagini da parte di pedofili e predatori sessuali, crimini anarco-insurrezionalisti, violazioni della privacy, attacchi contro asset strategici (e.g. rigassificatori, infrastrutture critiche, reti di trasporto, reti di distribuzione, ecc.), uso di droni da parte della criminalità organizzata per monitorare le forze di polizia, coordinare azioni/assalti o assicurare le vie di fuga, ecc. Da non dimenticare che la minaccia dei droni può derivare anche dall’utilizzo di sistemi abilitati LTE (4G e 5G) e SATCOM che richiedono apposite contromisure anche di sistemi cyber.


È importante, dunque, cogliere, in ottica prospettica, le priorità delle Forze Armate e delle forze di polizia nello sviluppo e nel procurement di nuovi sistemi UAS e C-UAS. I primi, operando a sempre maggiori distanze, richiederanno un livello di integrazione nello spazio aereo sempre più spinto, i secondi, una capacità di modulare l’impiego della forza per garantire la flessibilità di impiego in contesti altamente ibridi:


- Sistemi UAS scalabili, sostenibili ed adeguati alle missioni di acquisizione di informazioni e di ingaggio per i diversi impieghi;


- Soluzioni C-UAS scalabili, integrabili nel dispositivo della Difesa Aerea nazionale ed adeguate al rischio stimato a protezione delle infrastrutture critiche, obiettivi militari, aree sensibili e luoghi protetti, in patria e all’estero;


- Interoperabilità dei sistemi, specie nel contesto nazionale, al fine di offrire informazioni real-time a supporto delle missioni che necessitano di interventi immediati;


- Gestione dello spazio aereo, dedicato ai droni (UTM), integrabile con piattaforme di monitoraggio delle minacce;


- Sviluppare un’apposita normativa che garantisca l’impiego di sistemi UAS e C-UAS da parte delle forze di polizia per attività di “law enforcement” in Italia e nelle missioni all’estero;


- Cautele nell’acquisizione di tecnologia “estera” di paesi al di fuori dell’Alleanza;


- Sviluppare analisi per la profilazione delle minacce per adeguare la risposta.


La Tavola Rotonda prevede una trattazione integrativa agli interventi precedenti incentrata sull’impiego dei sistemi UAS e C-UAS nelle attività di “law enforcement” e la necessità di monitorare e controllare lo spazio aereo UTM per la gestione del traffico aereo integrato con i droni.


L’intera struttura dell’evento è stata ideata coinvolgendo quanti più attori interessati, allo scopo di affrontare questa tematica complessa e di grande attualità non soltanto con un focus sul settore chiave della Difesa, ma con più ampia visione olistica.


L’evento, infine, si pone l’obiettivo di accennare il tipo di minacce derivante dal contesto nazionale e geopolitico attuale raccogliendo le considerazioni dei relatori per elaborare un paper che contenga elementi di valutazione e raccomandazioni destinate allo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare.



Il Centro Studi Militari Aeronautici (CESMA) è ubicato presso il “Villino Douhet” sito in Roma, Via Marcantonio Colonna, 23, sede Nazionale dell’Associazione Arma Aeronautica - Aviatori d’Italia. Il CESMA persegue l'obiettivo di effettuare ricerche e studi sulle tematiche aeronautiche e spaziali, di carattere militare o duale, nei loro aspetti dottrinari, operativi, tecnici e politici, in ambito nazionale e internazionale.



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